La Testimonianza di Alice, Ostetrica.

Fin da quando mi sono laureata uno dei miei più grandi desideri è stato quello di poter aiutare le altre persone più bisognose di me facendo quello che amavo fare di più in assoluto.. l’ostetrica.

Ho cercato a lungo finche un giorno quasi per caso non mi sono imbattuta sul sito del Rekko.

Si parlava di aiuto  sanitario in Guatemala, un paese di cui in realtà sapevo pochissimo.

Così mi sono andata a documentare ed ho scoperto che il Guatemala è un paese poverissimo, devastato da anni di guerra civile che hanno aperto una ferita che a fatica si sta richiudendo. Ha uno dei più alti tassi di povertà e di analfabetismo del centro America e soprattutto la condizione femminile è davvero critica. La società è una società molto “Machista” e quindi le donne sono vittime ogni giorno di violenze fisiche e psicologiche.  Ho subito capito quanto il mio lavoro li sarebbe potuto essere prezioso ed utile, così a Luglio 2014, carica di speranze ed aspettative, sono partita alla volta di Antigua, dove si trova la “base” operativa del  Rekko.

Come arrivata sono stata accolta dai grandi sorrisi di Clara, l’ostetrica che collabora col Rekko fin dagli esordi e da Matteo, il nipote dell’ormai purtroppo defunto, Giancarlo Norris, fondatore della associazione.

Giusto il tempo di ambientarmi qualche ora e di conoscere il resto della truppa, che già ci mettiamo al lavoro.

Le cose da fare sono molte, i mezzi limitati, ma nonostante tutto riusciamo a fare tantissimo. Il tempo passa veloce. Facciamo visite e consulenze dappertutto, nelle case, nelle associazioni, nelle biblioteche, nei   “pueblos”,  insegniamo  l’importanza della prevenzione, teniamo  incontri con gli adolescenti nelle scuole, portiamo sostegno alle donne vittime di violenza ed abuso nel vicino centro di accoglienza “Manos Amigas” ed ovunque ce ne sia bisogno.

Le persone ci accolgono con gioia e grandi sorrisi e ci fanno sentire a casa. Le donne ci abbracciano e ci stringono, i bambini ci corrono intorno, riempiendo l’aria delle loro risa, chiedendoci di giocare con loro e mostrandoci  orgogliosi i loro disegni.  Molti di loro non vanno a scuola e sono costretti a lavorare per le strade per aiutare i genitori a mettere in tavola un piatto di riso.

Quello che mi colpisce di più è la preoccupante situazione femminile. Ogni giorno incontro donne picchiate, abusate, violentate, sole.  Conosco  Alba, una donna sposata ad un marito alcolizzato che la picchiava in gravidanza. Lei che ha avuto la forza di lasciarlo e di portare via con se i suoi figli, ora lavora duramente per garantirgli un futuro e sogna di andare all’università per potere un giorno aiutare donne come lei. La sua forza mi commuove. Mi rendo conto di quanto si possa e si debba fare per aiutare queste donne. Aiutarle a prendere coscienza della loro condizione e dei loro diritti. Aiutandole ad essere consapevoli del valore della loro vita. Spronandole a prevenire le malattie ed a prendersi cura di loro stesse.  Dando loro un educazione e sostenendole nel cambiare una  società che le schiaccia ed impedisce di vivere dignitosamente ed in salute. E’ dura, ma è un progetto realizzabile, con l’aiuto di tutti noi, ognuno contribuendo con quello che può.

Ogni giorno mi sveglio felice, con la sensazione potere fare così tanto.

Sono tornata a casa dopo due mesi. Due mesi frenetici colmi di amore, amicizia, gioia e speranza. Due mesi  forse passati troppo velocemente. Porto a casa il ricordo di questo paese stupendo, ricco di colori, odori, tradizioni affascinanti, paesaggi incantevoli  ma anche così tragicamente lacerato, che mi è entrato nel cuore e che ha sicuramente dato molto più a me di quanto io non abbia dato a lui.

Alice

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s